Il Cenacolo Letterario e Poetico di San Bonifacio
Anno 2022

Anno 2022

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La raccolta del Premio di Poesia edizione 2022

Il libro è disponibile e può essere inviato su richiesta

 

 

Presentazione

Questa XXXV edizione del Premio di Poesia Città di San Bonifacio conferma, dopo tre anni di sospensione, la ripresa del concorso poetico promosso e gestito per la prima volta dal Cenacolo Letterario e Poetico di San Bonifacio, associazione nata nel 2018 che raccoglie poeti e scrittori dell’est veronese, promuove la pubblicazione delle loro opere e organizza incontri e concorsi pubblici.

Nella nuova edizione 2022  il Cenacolo ha mantenuto la sezione Simone Lorici  (Cirillo Bianchi -1922/2003), professore di filosofia nei licei e docente laico di Teologia, poeta e scrittore, promotore del premio “Città di San Bonifacio” istituito nel 1985, e a lui poi titolato il Gran premio inter­nazionale di poesia «Simone Lorici, promosso fino al 2019 dal prof. Mario Nogara, il prof. Mario Longo e dal M° Riccardo Mafficini, i Sig.ri Dino Ambrosini e Gianni Bertagnin, il prof. Giuseppe Beschin e il M° Giorgio Santi.

In questa rinnovata edizione abbiamo però aggiunto la sezione Giovani, per stimolare la scrittura e la partecipazione dei poeti in erba, la sezione Dialetto Veneto per coinvolgere i poeti dialettali che mantengono viva la lingua veneta a tutt’oggi molto parlata, ricca di differenze fonetiche e parole spesso identitarie non solamente tra le varie provincie venete, ma anche tra le diverse aree geografiche all’interno delle medesime province.

Hanno partecipato a questa edizione numerose centinaia di autori da tutte le regioni d’Italia, dalla Sicilia alla Puglia alla Sardegna al Trentino Alto Adige. Non sono mancati poeti che ci hanno inviato le loro liriche da paesi stranieri come Israele e l’Irlanda, peraltro quest’ultimo classificatosi al terzo posto nella sezione Simone Lorici. L’adesione alla sezione Dialetto Veneto ha visto la partecipazione soprattutto di autori attempati, ma anche di poeti con meno di quarant’anni come lo testimonia l’autore classificatosi al secondo posto con la poesia De là del monte. Ma le adesioni che hanno gratificato il nostro impegno per gestire questo concorso, sono state quelle dei giovani, da 14 ai 19 anni, che hanno inviato delle liriche che fan ben sperare nel futuro della Poesia. Lodevole l’attività del prof. Stefano Vicentini del Liceo Cotta di Legnago, che ha stimolato la partecipazione di numerosi giovani studenti, toccante la lettera accompagnatoria di Giuseppe De Angelis di 86 anni di Verona, che ci ha inviato una sua poesia scritta a 16/17 quando “studiava Leopardi e leggeva Svevo”.

Infine ci ha fatto sinceramente piacere leggere i componimenti Haiku della Classe Prima della Scuola Primaria Marco Polo di Calenzano (FI) ricevuti grazie all’insegnate Chiara Conti, e che seppure fuori concorso, come premio per la loro genuinità e autenticità li abbiamo pubblicati in questo libro.

Poiché a me spetta il compito di registrare gli aspetti generali di questo concorso, visto che ben due qualificatissime Giurie (Giuria del Cenacolo e Giuria Popolare) hanno lavorato la prima per formulare una graduatoria per scegliere le poesie Finaliste, la seconda per decidere le poesie vincitrici, ho rilevato che nelle sezioni Simone Lorici e Giovani  le poesie vincitrici sono di due poetesse, mentre nella sezione Dialetto Veneto la poesia premiata è di un poeta veronese ultra ottantenne. Nella sezione Giovani sono soprattutto le ragazze che ci hanno inviato le loro poesie, lasciando piuttosto indietro i maschi. Mentre nella sezione Simone Lorici in lingua italiana i poeti e le poetesse sono entrambi ben presenti. Il primo premio è però stato assegnato alla poetessa Lucia Lo Bianco di Catania, a dimostrazione che le autrici sono più che qualificate.

Prima di lasciare al lettore il piacere di leggere le numerose poesie del libro e le opinioni e le valutazioni delle nostre Giurie, è doveroso un ringraziamento a tutti i Giurati per il meritorio lavoro svolto dettato esclusivamente dalla passione e dall’amore verso la Poesia.

Per concludere, e per una libera esegesi sulle domande dell’utilità o meno della poesia che molti si/ci pongono, sono convinto che essa sia un linguaggio universale che ci porta alla riflessione, alla contemplazione, ad abbattere e a superare le barriere tra gli uomini e a vedere la natura in modo diverso dal puro aspetto materialistico e utilitaristico, favorendo un maggior rispetto e più amore verso la nostra Madre Terra.

Credo, inoltre, che i poeti offrano a tutti indistintamente la possibilità di scoprire o riscoprire il potere magico delle parole che spesso ci commuovono, entusiasmano e ci fanno meditare, aiutandoci a vivere in un modo migliore e poetico l’unicità della nostra vita.

   Il Presidente
Andrea Zanuso

 

Introduzione

 Il “Simone Lorici”: anatomia di un premio

 Friedrich Hölderlin, un giorno, scrisse:

Poeticamente abita l’uomo questa terra.

Non sono in grado di dire cosa esattamente intendesse il poeta tedesco con questo famosissimo verso, ma il consistente spessore semantico di quelle cinque o sei parole è tale da incoraggiarmi a parlare e da consentire letture diverse.

Di una se ne assume la responsabilità il “Premio internazionale di poesia Simone Lorici” il quale ritiene che il proprio concorso, pur nel suo particolare perimetro operativo, sia una dimostrazione di quell’assunto. La considerevole partecipazione di autori ci conferma che la ricerca di senso che trasborda da tutti quei testi e che ha coinvolto   bambini e ottuagenari, donne e uomini, studenti e pensionati, persone fragili e altre perfettamente sicure di sé, residenti in una vasta area geografica, da San Bonifacio e a Dublino, ci induce a pensare che non si tratta di un caso nato ai margini del regno, insignificante e transeunte.

Nei loro versi gli autori hanno confessato amori e delusioni, conquiste e sconfitte, luoghi interiori e paesaggi maestosi, con ciò facendoci capire che loro, su questa terra, vogliono   viverci   e lavorarci, amare e soffrire, scherzare e piangere, ma soprattutto intendono, in questo mondo, “abitarci   poeticamente”.   Essi, rispetto all’“abitare”, hanno compiuto un passo decisivo in avanti perché intendono farlo “poeticamente”: è questo un inalienabile diritto di cittadinanza.

Ci sono, nei testi, rime baciate e versi liberi, strofe di una ingenuità disarmante, ma autentiche, accanto ad altre ermetiche e interroganti; componimenti lisci e levigati come le acque di un lago di montagna e altri puntuti e acerbi che penetrano nel pensiero e nella carne; formule che guardano fiduciose al cielo e altre intestardite a voler in ogni modo camminare sulla terra; testi con un filo conduttore visibilissimo che   distendono   gli   occhi   e   il   pensiero   e   altri   che   impongono   un’attenzione straordinaria   tanto   nascosti   sono   e   nessi   semantici  tra parola   e parola. Talora traspare un gusto per la vanità letteraria, altre volte senti prepotente, forte e massiccio il bisogno di un’autenticità proveniente da un “profondo” spirituale con il quale vorresti in ogni momento confrontarti.

Spesso – anche se non sempre, ciò che sarebbe utopico – si avverte, forte ed ineludibile, l’equazione testo = vita. Appunto!

Poeticamente abita l’uomo questa terra. Con merito.

Il Premio, organizzato dal “Cenacolo Letterario e Poetico di San Bonifacio” con tutto il suo staff e con tutti i suoi giurati, continuerà a raccogliere, anche negli anni prossimi, le tracce di questo universo immateriale, i segni della sua presenza nel nostro mondo, gli indizi di un incoercibile desiderio di disvelamento, le orme interstiziali della vita.

Aldo Ridolfi  (Giuria del Cenacolo)